Superette de nuit


Domestic Invasion/ Invasione Domestica
June 18, 2009, 9:11 am
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Laboratorio finale Arte progetto

DOMESTIC INVASION   / INVASIONE DOMESTICA

A modern studio combines domestic curiosities

Un’ installazione domestica all’interno di uno studiolo privato (Accademia)

L’ organizzazione e la modificazione dell’ ambito che ci circonda è un’ attività in continuo che ha come scopo di adattare  lo spazio ai bisogni dell’ uomo. Si tratta di un’ organizzazione spaziale e di un’ arredamento degli oggetti.
Un’ analisi degli interazione tra il corpo umano e le cose intorno a lui mette in evidenza la capacità degli oggetti ad essere caricati di esperienze e di salvare in loro stessi quello che gli permette di segnalare qualcosa e di sostenere la memoria.
Un’ attenzione sullo spazio domestico nella vita quotidiana ci fa vedere quello come un territorio privato che permette alla gente di “ritirarsi” e di “tornare a sé”.
Il proprietario l’ ha costruito seguendo i suoi gusti, i suoi bisogni e ha dato un carattere  intimo singolare e particolare, conseguenza :

Ogni spazio domestico svela la personalità del suo “contenuto” umano, come la cornice  architetturale di un ritratto psicologico. Uno spazio occupato da una stessa persona durante una certa durata ne disegna un ritratto che li somiglia, da partire degli oggetti (presenti o assenti) e del loro arredamento.

La costruzione all’interno dello spazio è un lavoro sui dettagli, un composizione di elementi diversi e vari organizzati e messi in un’ ordine seguendo convenzioni culturali e individuali. L’ interno propone un’ altra alternativa di scoprire il carattere e la storia di un individuo perché rappresenta una variante visuale particolare del racconto di una vita (scritto o orale).
In questa exhibition degli oggetti osserviamo che una parte di quegli è associata alla formazione di un’ identità ed a il suo modo d’ espressione. Alcuni oggetti sono specialmente messi in mostra, in vitrina per ricordare momenti particolarmente cari per le persone, sia al livello d’esperienza individuale che collettiva.
Si trasformano quindi in segni, traccie materiale del passato legando il presente con le cose vissute concretamente o spiritualmente. Quindi una geografia domestica degli  idee e “affects” in funzione della loro valutazione  nello spazio e nel tempo presente.
Cioè la scelta e la messa in mostra degli oggetti dipendano del sistema personale dei valori.

Per l’ installazione vorrei proseguire a una c una raccolta di oggetti all’interno dello spazio domestico dei miei vicini veneziani che provocano la narrazione di una vita personale e ricordi vari. Sono oggetti regalati in casi vari, feste tradizionale, presenti di amicizia, matrimonio, eventi di carriera professionale chi trattengono la memoria individuale. Ci sono piccoli oggetti decorativi comprati durante viaggi vari, piccole cose esotiche di buon mercato. Sono dei segni spazi-temporali e servono a costruire legami con il luogo di origine ed a trattenere una memoria collettiva.
Mi concentrerò in particolare sugli angoli arredati che sono molto caricati al livello simbolico perché dimostrano passione personale. Ci vediamo un’ accumulazione di oggetti  che il proprietario desidera vedere ogni giorno perché gli ama o perché hanno un’ importanza al livello sentimentale.
Questi oggetti sono un po fuori del sistema  funzionale e rispondono a un desiderio di carattere nostalgico. Sono oggetti fissi nell’ arredamento, nel tempo ma chi sono nello stesso modo legami tra presente e passato.

Ogni oggetto è presentato dalla storia del suo acquisito o dalla sua esecuzione o dalla sua funzione e nello stesso tempo detiene ed evoca i ricordi della storia personale e familiare. Nell’angolo ci sono sempre oggetti di provenienza e di appartenenza etnica, religiosa, locale, tradizionale. Ovviamente incarnano gli indici che da ogni oggetto concreto sullo statuto del suo proprietario e interpretano i significati simbolici.
Il loro posto ricorda le caratteristiche particolare dello spazio museale che accumula i tempi eterogenei nell’una messa in mostra spaziale che presenta una possibile lettura, interpretazione di una storia immaginaria.

Gli oggetti saranno quindi installati all’interno di uno spazio privato, un studiolo che sarà prima interamente vuotato da qualsiasi traccie domestiche del suo proprietario e arredato in modo a diventare un White cube, sia uno spazio puro impersonale e neutrale.
Cosi, il contenuto passato è cancellato e permette una nuova invasione domestica all’interno del contenitore, che si fa abitare da una nuova anima attraverso oggetti arredati in modo identico al loro arredamento  di origine associato ad un’installazione sonora registrata nello spazio dové sono stati presi che fa sentire la voce del loro proprietario che gli presenta e gli definisce ogni uno singolarmente. La voce umana in traccia sonora accentua il carattere personale e poetico dell’installazione materiale e contribua a trattenere l’ aura degli oggetti e diventa vettore dinamico degli “affects”.

domestic cover


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